CAGES

L’immagine presentata in questa mostra fa parte della serie fotografica “Cages”, un progetto che nasce da un momento di svolta personale e professionale dell’autore, Giangiacomo Rocco di Torrepadula. Questa fotografia, in particolare, rappresenta un vero e proprio autoritratto simbolico: è stata scattata nel momento in cui l’autore ha deciso di abbandonare la sua carriera di startupper per intraprendere un percorso di libertà creativa, scegliendo di “volare” verso l’ignoto, pur con tutte le incertezze che questo comporta. Il cielo nero che avvolge la scena diventa così metafora di uno spazio di possibilità, ma anche di solitudine e rischio, mentre il volo del gabbiano simboleggia la ricerca di autenticità e indipendenza.

La serie “Cages” nasce dall’esperienza di oltre vent’anni vissuti tra l’imprenditoria e il mondo delle startup, in Italia e negli Stati Uniti. In quegli anni, l’autore ha iniziato a fotografare architetture iconiche, spesso immerse in cieli neri profondi, per poi introdurre, quasi d’istinto, la figura di un gabbiano. Questo gesto ha segnato una rivelazione: le architetture, monumenti della modernità, possono trasformarsi in gabbie che limitano la libertà interiore, mentre il gabbiano diventa alter ego dell’artista, simbolo di una fuga verso la libertà, anche se incerta e solitaria.

L’inserimento di questa immagine nella mostra “Naturalia Artificialia” è profondamente coerente con il dialogo tra natura e artificio che la mostra intende esplorare. L’architettura, elemento artificiale per eccellenza, si staglia contro un cielo naturale, ma trasfigurato in una dimensione quasi metafisica. Il gabbiano, creatura libera per definizione, si contrappone alla rigidità delle linee architettoniche, incarnando la tensione tra costrizione e libertà, tra ciò che è costruito e ciò che è spontaneo. In questo modo, l’opera si fa ponte tra i due poli della mostra, suggerendo che la vera libertà nasce spesso dal riconoscimento e dal superamento delle proprie “gabbie” interiori e sociali.

L’AUTORE

Giangiacomo Rocco di Torrepadula (GG), nato a Napoli nel 1966, dopo una brillante carriera nell’imprenditoria e nel mondo delle startup digitali tra Italia e Stati Uniti, ha scelto di dedicarsi all’arte visiva e alla fotografia. 

Con il suo lavoro, GG non utilizza la fotografia semplicemente come un mezzo, ma si ispira ai principi che la sottendono, in particolare al concetto di “impressione,” inteso nel suo senso etimologico come atto di imprimere o incidere su sé stessi. Il suo lavoro si interroga se le nostre scelte più fondamentali siano veramente “libere” o plasmate da forme di condizionamento più profonde. Riflette così su temi come la libertà, la riappropriazione del proprio tempo, il superamento di bias e pregiudizi, coinvolgendo l’osservatore in una riflessione sui propri convincimenti più interiorizzati. 

I temi trattati sono affrontati attraverso un approccio che unisce prospettive storiche, sociologiche e neuroscientifiche. 

GG è ideatore e fondatore della Fondazione The Plot, realtà che utilizza l’arte contemporanea come linguaggio per raccontare le neuroscienze comportamentali.